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lunedì 11 marzo 2013

Mazzi di dildi



Aziende e agenzie pubblicitarie attendono ogni ricorrenza con ansia per sbizzarrirsi con campagne viral vivaci e originali. Il mio premio per la Festa della donna dell'8 marzo va indubbiamente a Durex e Algida, a mio avviso a pari merito anche se con motivazioni differenti. Due campagne molto discusse nel web e nei social, quindi di per sé vincenti. Mentre quasi unanime è l’apprezzamento per Durex – che ha argutamente sostituito alle bolse mimose gialle un mazzo di vibratori, dildi e unguenti lubrificanti – molto più contestata è stata la campagna di Algida. 

Gli auguri di Durex Italia alle donne


Il noto marchio di gelati ha esordito, effettivamente, con una trovata inopportuna, dedicando alle donne, su Facebook, un bel fiore di cioccolata che però, purtroppo, risultava drammaticamente e inequivocabilmente simile a tutt’altro. Insomma, il colore non aiuta e nemmeno il caso delle tortine Ikea con tracce di escrementi scoppiato di recente... Come dire, tutti gli ingredienti di una perfetta figura di m. 

Il fiore al cioccolato prontamente rimosso


Voluta, non voluta? Sta di fatto che la prontezza dell’azienda nel togliere dal web la rosa marrone, sostituendola con una rosa color fragola, fa supporre che l’azienda non fosse del tutto impreparata alla valanga di ironiche (talvolta feroci) critiche del popolo del web.

Dopo pochi minuti, infatti, pubblicando la nuova immagine, Algida commenta: "Oooops, forse abbiamo scelto il gusto sbagliato! Ecco a voi un colore più azzeccato". Complimenti comunque alla velocità e all’ironia, unica modalità per arginare le gaffes.

Il rapido cambio di gusto di Algida


Ad oggi, lo score su Facebook del mazzo di dildi di Durex Italia è 9.954 Condividi, 5.096 Mi piace e 306 commenti. La rosa color fragola di Algida, invece, ha totalizzato 225 condivisioni, 697 like e 381 commenti, la stragrande maggioranza dei quali – ovvio – relativi all’immagine del fiore al cioccolato rimossa dal profilo.

mercoledì 30 gennaio 2013

Il quadro simbolo di "Mazzi di Fiori"

Post breve e autoreferenziale. 

Ebbene sì. A Parigi, al bislacco museo erotico che si sviluppa su sette piani nel quartiere a luci rosse di Pigalle, ho scovato questo gustoso, piccolo dipinto. 

Perfetto, secondo me, come immagine simbolo del blog, che gioca sull'ambigua parola "mazzi" e al tempo stesso sul mio colorato cognome. Questo sì che è un gran mazzo di Fiori!

martedì 8 gennaio 2013

La boutique del Punto G


Sorpresa e sorrisi, sabato scorso, durante una visita lampo alla gaudente località di Porretta Terme, in provincia di Bologna. Nel bel mezzo del corso principale - costellato di negozi luccicosi e passeggio defatigante post natalizio - ecco spuntare una visione bizzarra. Molto bizzarra. 

Ora, l'idea di marketing di chiamare il proprio negozio di abbigliamento Punto G è quantomeno originale: richiama forse l'eccitazione tutta femminile di fare shopping? L'orgasmo di trovare il capo giusto? O l'intento è magari attrarre mariti, compagni, fidanzati, in genere recalcitranti di fronte all'infinito stazionare delle donne davanti alle vetrine e ancor più riluttanti ad entrare per ore in negozi super riscaldati stipati di commesse appiccicose? 

Siccome siamo anche in tempo di saldi, non mi rimane che consigliare a tutti una visita al Punto G.

venerdì 20 aprile 2012

La Lega Porn


L'ingresso di Fucking (Austria)
In un paesino austriaco dal poco bucolico nome Fucking, 350 km da Vienna, un cittadino ha chiesto al sindaco di cambiare nome. Non a se stesso, ma all’intero paese. Fucking, nella proposta del perbenista e polemico residente, dovrebbe tramutarsi nel più anonimo Fugging.

"Abbiamo avuto molte discussioni sull'argomento in passato: se gli abitanti vogliono cambiare nome, possiamo discuterne in consiglio municipale", ha detto il sindaco di Tarsdorf, comune a cui fa capo Fucking.

Il primo cittadino ha spiegato che a favore di un altro nome sono soprattutto gli abitanti che vivono vicino al cartello d'ingresso, mentre altri vorrebbero conservare l’evocativa denominazione dai richiami pornografici.

Personalmente, in questo caso, io sto coi conservatori. Perché cambiare? Per pudicizia? Per senso di ordinarietà? Per evitare qualche simpatico sberleffo? Qualche foto di turisti burloni? Ma no, dai, viva Fucking. Amici austriaci, non cambiate nome, non conformatevi, lasciate sopravvivere un barlume di fantasia nelle vostre rigide menti asburgiche. 

Non siete ancora convinti? Consiglio un viaggio nella calda, direi quasi hot, provincia italiana. Prima tappa, obbligatoria, a Sesso - frazione del comune di Reggio Emilia, 7 km a nord-ovest del capoluogo -  famosa non proprio, o almeno non solo, per la sua sagra paesana giunta quasi all'edizione numero 200. Non sarebbe male nemmeno un soggiorno a Fallo, comune in provincia di Chieti, oppure a Gnocca, frazione di Porto Tolle, Rovigo. Esagerazioni? Ok, ok, capisco. Troppa roba? Allora magari sarà sufficiente una rapida capatina a Po di Gnocca (sempre provincia di Rovigo).

Rompo gli indugi. Cittadini di Fucking, rilanciatevi e lanciate una proposta hard, un bel gemellaggio tra tutti i comuni sessuali d’Europa: la Lega Porn. Come vedete, in Italia ne abbiamo a bizzeffe.  

In un tripudio orgasmico, potreste coinvolgere anche Sega (frazione di Cavaion Veronese), Scopa (comune in provincia di Vercelli), Godo (frazione di Russi, Ravenna), Vagli Sotto e Vagli Sopra (Garfagnana, provincia di Lucca), Orgia (frazione di Sovicille, Siena). Che estasi suprema! E vi lascio immaginare quanto potrebbero essere eccitanti gli incontri bilaterali o persino plurilaterali.

Appello finale. 

Amministrazioni comunali interessate al progetto della Lega Porn transnazionale (e sottolineo trans), se vi serve un coordinatore sia a livello di relazioni istituzionali che a scopo (beh anche qui la parola casca proprio a fagiolo) di promozione turistica e marketing, io sono operativo.