Visualizzazione post con etichetta cartelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cartelli. Mostra tutti i post

domenica 14 luglio 2013

Aperto se non lo trovate chiuso


"Questo negozio è aperto se non lo trovate chiuso": lapalissiano e divertente cartello apposto sulla porta d'ingresso di una tabaccheria di via Giardini a Modena. Fotografato da me stesso medesimo (come si evince dal riflesso).

Siccome scrivo raramente sul blog, mi vien da dire così: "Questo blog è aggionato se non lo trovate non aggiornato".

Vi saluto con la tromba e con l'imbuto (cit. Graziano Manni, storico capo della redazione modenese de Il Resto del Carlino). 

domenica 24 giugno 2012

Non si dice


Strafalcioni leghisti (spero sia un fotomontaggio)
Mi divertono follemente gli errori grammaticali, gli strafalcioni scritti e orali. In genere, quando li sento in diretta, fatico dannatamente a trattanere una smorfia sorridente, un ghigno beffardo, una piccola convulsione. Per educazione, cerco sempre di controllarmi. Mi trattengo. Ma a stento. Poi però me li ricordo, li annoto, li analizzo. 

La lingua italiana maltrattata e storpiata, abusata e umiliata. Ma anche il latino e l'inglese,  utilizzati in modo sciagurato, indistintamente, sia da manager rampanti in giacca e cravatta sia da volenterose persone di strada che s'avventurano su terreni linguistici impervi.

Due geni, tatuato e tatuatore

Panico negli studi legali
Per non disperdere questo immenso patrimonio di obbrobri - che a mio avviso suggerirebbero, assolutamente, maggiore severità da parte degli insegnanti nei confronti degli studenti delle elementari, ma anche delle medie, delle superiori e dell'università - ho utilizzato il mio account Twitter elencandoli tutti con l’ashtag #nonsidice. 

Siccome da febbraio (quando ho lanciato il primo twit della serie) ad oggi se ne sono accumulati diversi, li vorrei elencare qui di seguito in rapida successione. Non sono tutti, ho fatto una sommaria cernita dei peggiori:

- touch cream
 
- la posta elettrica

 
- non problem

 
- patner (questo lo dico anche io, perché quando ho fretta mi mangio la r)


La grammatica padana
- bad and breakfast
 
- bread and beckfast
 
- area curtiliva

 
- frontespazio

 
- sgombro (se non stai parlando di un pesce ma di uno sgombero)

 
- disegniare 
 
- ippovedente (sarà forse un ippopotamo con gli occhiali?)

 
- a doc (assenti alla lezione di latino?)
 
- in mignatura 
 
- pensavo che leggevi 
 
- sta sera 

 
- più meglio 

 
- d'intorni 

 
- si sivola (molto bolognese).


Ce ne sarebbero molti altri, ancora non codificati, come dimostrano anche le foto. Non perdetevi i prossimi strafalcioni marchiati con l’ashtag #nonsidice su Twitter. Siccome ci tengo al blog, inserirò anche nei commenti le nuove perle che scoverò.

giovedì 17 maggio 2012

Laurea honoris causa per Malagoli

Malagoli colpisce ancora. Il capo condominio preferito dagli italiani (ricordate questo vecchio post?) torna alla ribalta grazie al certosino ritrovamento dell'amico Enrico Bugin, che nel proprio prezioso archivio ha rispolverato quest'opera d'arte, postandola prontamente su Facebook.



C'è da aggiungere altro? Beh, riciclo i commenti su Facebook di alcuni amici (inclusi ovviamente i miei), che mi paiono alquanto significativi. 

Marco Fiori Fantastico! Vorrei organizzarci una mostra in una location di prestigio. Dai, dai... 
Enrico Bugin tralaltro anni fa avevo scritto una sorta di glossa serissima (l'uso dell'iniziale maiuscola enfatico e il punto di domanda polemico-retorico). Devo trovare anche quella. 
Enrico Bugin ho undici esemplari, alcuni su carta intestata "Monocibec - Gres Ceramico Smaltato - Sassuolo, Italy"  
Franco Hüller spero che non si ripeta? 
Enrico Bugin si lamentOno  
Giambattista Marchetto Brutto Brutto 
Luca Covre Però la parola 'incivile' rende. 
Marco Fiori Insisto: merita una laurea honoris causa in comunicazione

venerdì 20 aprile 2012

La Lega Porn


L'ingresso di Fucking (Austria)
In un paesino austriaco dal poco bucolico nome Fucking, 350 km da Vienna, un cittadino ha chiesto al sindaco di cambiare nome. Non a se stesso, ma all’intero paese. Fucking, nella proposta del perbenista e polemico residente, dovrebbe tramutarsi nel più anonimo Fugging.

"Abbiamo avuto molte discussioni sull'argomento in passato: se gli abitanti vogliono cambiare nome, possiamo discuterne in consiglio municipale", ha detto il sindaco di Tarsdorf, comune a cui fa capo Fucking.

Il primo cittadino ha spiegato che a favore di un altro nome sono soprattutto gli abitanti che vivono vicino al cartello d'ingresso, mentre altri vorrebbero conservare l’evocativa denominazione dai richiami pornografici.

Personalmente, in questo caso, io sto coi conservatori. Perché cambiare? Per pudicizia? Per senso di ordinarietà? Per evitare qualche simpatico sberleffo? Qualche foto di turisti burloni? Ma no, dai, viva Fucking. Amici austriaci, non cambiate nome, non conformatevi, lasciate sopravvivere un barlume di fantasia nelle vostre rigide menti asburgiche. 

Non siete ancora convinti? Consiglio un viaggio nella calda, direi quasi hot, provincia italiana. Prima tappa, obbligatoria, a Sesso - frazione del comune di Reggio Emilia, 7 km a nord-ovest del capoluogo -  famosa non proprio, o almeno non solo, per la sua sagra paesana giunta quasi all'edizione numero 200. Non sarebbe male nemmeno un soggiorno a Fallo, comune in provincia di Chieti, oppure a Gnocca, frazione di Porto Tolle, Rovigo. Esagerazioni? Ok, ok, capisco. Troppa roba? Allora magari sarà sufficiente una rapida capatina a Po di Gnocca (sempre provincia di Rovigo).

Rompo gli indugi. Cittadini di Fucking, rilanciatevi e lanciate una proposta hard, un bel gemellaggio tra tutti i comuni sessuali d’Europa: la Lega Porn. Come vedete, in Italia ne abbiamo a bizzeffe.  

In un tripudio orgasmico, potreste coinvolgere anche Sega (frazione di Cavaion Veronese), Scopa (comune in provincia di Vercelli), Godo (frazione di Russi, Ravenna), Vagli Sotto e Vagli Sopra (Garfagnana, provincia di Lucca), Orgia (frazione di Sovicille, Siena). Che estasi suprema! E vi lascio immaginare quanto potrebbero essere eccitanti gli incontri bilaterali o persino plurilaterali.

Appello finale. 

Amministrazioni comunali interessate al progetto della Lega Porn transnazionale (e sottolineo trans), se vi serve un coordinatore sia a livello di relazioni istituzionali che a scopo (beh anche qui la parola casca proprio a fagiolo) di promozione turistica e marketing, io sono operativo.

mercoledì 18 aprile 2012

I cartelli del signor Malagoli

Quasi tutto è comunicazione. Quindi quasi tutto mi interessa. Una delle mie passioni più smodate è la comunicazione del capo condominio rivolta ai vari condomini. Avviene spesso con messaggi – perlopiù sgrammaticati – appiccicati alla bacheca vicino all’ascensore oppure sistemati vicino al portone d'ingresso o alla cassetta delle lettere, comunque nell’androne. 

I più evoluti capi condominio stampano da computer fogli formato A4 con vistose scritte nere. I più naif si ostinano a scrivere su logori fogli a quadretti o a righe larghe a mano, con calligrafie da medico o utilizzando incerte lettere maiuscole. 

Il mio personale eroe è Primo Malagoli, leader carismatico di un popolato palazzo di Sassuolo, zona Rometta. Sono numerosi i fan – anche non residenti – che attendono ansiosi una nuova comunicazione, un ammonimento, una reprimenda. 

Lo slogan più longevo e forse più noto è un perentorio divieto.

“E’ severamente vietato usare l’ascensore come montacarichi”
Che quando magari hai le borse della spesa e pure la cassa d’acqua minerale già ti senti in colpa e speri di non imbatterti nel suo sguardo severo. 

Poi ci sono le perle di italiano. Tipo.
“Per chi non fosse trovato in casa potrà consegnare la propria quota presso la sua abitazione”
Un involontario capolavoro di contorsione e distorsione della lingua dantesca.

Frugando nei pressi del solaio – vera rarità – ho personalmente scovato persino un messaggio autografo, del quale vado molto fiero. Recita così. 

"Per piacere schiacciare più piano il pulsante perché rimane acceso tutta la notte la luce delle scale"



Chiunque avesse conservato o fotografato altri cartelli del signor Primo Malagoli (o Malagoli Primo, come lui predilige firmarsi) o chi avesse altre segnalazioni di altri capi condominio degni di nota, non esiti a contattarmi.



lunedì 26 marzo 2012

Guarda avanti, Marta


Colpo di scena. Alla fine, quando la saga di Marta, Giovanni e il commercialista pareva ormai conclusa con il messaggio dell’agenzia pubblicitaria che gestisce i cartelloni stradali (leggi qui), ecco che spunta Ca’ Marta con un nuovo mega cartellone nel quale suggerisce ai tre personaggi immaginari di frequentare i corsi sportivi della struttura di via Regina Pacis, a Sassuolo. 



Domanda. La campagna era già stata pensata in questi termini sin dall'inizio, oppure i ragazzi di Ca’ Marta hanno colto al volo il suggerimento che avevo lanciato loro nel mio primo post (leggi qui)? L’occasione era effettivamente troppo ghiotta per non essere sfruttata a dovere.

Alessandro Meglioli, gestore della struttura, su Facebook spiega:
Siamo tutti dei grandi fratelli quindi... il GOSSIP attrae tutti, perdonateci e venite tutti con Giovanni, la Marta e il commercialista a divertirvi a Ca' Marta..... "Breva, breva Marta, sl'è vera che ten me fe menga i coren allora TORNA A CA' MARTA"
E poi commenta argutamente:
La verità è che da quando vengono e si divertono a Ca' Marta, Giovanni è dimagrito ed è più sereno e tranquillo, la Marta è più tonica e il commercialista è ancor più energetico e PRESTANTE... Gente piena di vita!!!
Mentre La Frency Mucci, altra utente facebookkiana, si erge scherzosamente a portavoce degli scontenti:
Cara Marta, caro Giovanni e caro Commercialista... ma andate a quel paese! ;) Tutto il comprensorio sperava nel gossip! Trovata ADATTISSIMA ALLA ZONA... Complimenti!! :D
Aggiungo una chiosa personale. Critica stilistica e contenutistica al messaggio pubblicitario finale: troppo testo e troppe foto. Avrei preferito lo stile minimal dei primi messaggi, peraltro più adatto alla sguardo non troppo attento - si spera - degli automobilisti che transitano lungo la Pedemontana. 

Meglio, da questo punto di vista, il claim scelto, pochi metri più in là, direzione Reggio Emilia, da Tecnografica, per sintetizzare la propria tensione all’innovazione con un utile consiglio di guida: Guarda avanti!

giovedì 15 marzo 2012

Marta non c'è

Ebbene. Il mistero è stato finalmente svelato. Marta non esiste, nemmeno Giovanni. Lo certifica il terzo cartellone del triangolo amoroso fioranese (leggi qui il post precedente), a firma del commercialista. 


Caro Giovanni, sono il commercialista. Ho troppo rispetto per te, non ti tradirei mai. Né con Marta, né con Monti. Con affetto, il commercialista

Fine della saga. Se vuoi acquistare lo spazio contatta l’agenzia. Beh, ok, la campagna è stata viralmente efficace, ma mi aspettavo una conclusione più roboante. O almeno un prodotto o un servizio che, vagamente, avessero a che fare con la sfiziosa storia d’amore e di corna. Pazienza, accontentiamoci. 

Però la mia intuizione che suggeriva una ritorno a casa dell'irrequieta Marta e, di conseguenza, la promozione del vicino centro sportivo Ca' Marta sarebbe stata decisamente più divertente.

martedì 13 marzo 2012

Torna a casa Marta

“Lei lo tradisce, lui si vendica con un manifesto in tangenziale”. Sul web è subito caos. Due marzo, sulla Pedemontana a Fiorano compare un cartellone gigante, scritte nere su fondo bianco. 

Cara “ex” Marta, ormai lo sanno tutti che mi tradisci col commercialista. Ti ho sempre voluto bene, ma adesso basta. Tuo “ex” Giovanni
Scandalo e chiacchiericcio. Una martellente pressione tv di saghe d’amore promiscuo, da Beautiful al Grande Fratello, ci ha educato alla spettacolarizzazione emotiva più estrema. Assetati di pruriginose storie di corna (meglio se altrui), ci fermiamo davanti al cartello, facciamo inversione, commentiamo coi colleghi, c’interroghiamo, scorriamo veloci nella rubrica telefonica alle voci Marta e Giovanni, che non si sa mai. Arriviamo a ripassare mentalmente persino la fisionomia del nostro commercialista di fiducia, saggiandone lo charme e vagliando indizi sulla sua rettitudine morale. E appena raggiunto il pc, via al gossip via social media. Su Facebook (zona distretto ceramico) impazzano foto postate, commenti sagaci o solidali, dibattiti e domande, scherzi e ironie.
Quattro giorni dopo, a sorpresa, la replica. 

Caro Giovanni, non hai capito nulla, io ti amo e ti amerò per sempre. Tua Marta
La presunta fedifraga che risponde con la stesso costoso mezzo di comunicazione? Se già la prima sortita appariva sospetta, la seconda - pur altrettanto popolare e cliccatissima - ha reso gli scettici la maggioranza. Primo motivo: un sms costa meno. La rabbia, poi, si può sempre sfogare in ben altri modi, magari più pudichi e intimi. Ma soprattutto, qui c’è puzza di viral marketing. 
I sentimenti, come ha evidenziato anche la Gazzetta di Modena online, qui c’entrano poco. Trattasi con ogni probabilità di una astuta campagna pubblicitaria tesa a suscitare interesse e attesa.
Informa la Gazzetta.
In gergo questi cartelloni si chiamano “teaser”, dall'inglese “to tease”, ovvero “stuzzicare”. Si tratta di una campagna pubblicitaria preliminare che mira a suscitare curiosità, senza però rivelare nomi o marche. Solo in un secondo momento il mistero viene svelato, con una seconda campagna “follow up” in cui il prodotto viene pubblicizzato esplicitamente. L’agenzia che ha affisso il cartello e il committente smentiscono. Ma fa parte del gioco. 

Spiegazione più che verosimile. Ma quale sarà la fine della storia tra Marta e Giovanni? La mia ipotesi, che in caso fosse errata potrebbe diventare suggerimento, rimanda a una struttura pubblica a gestione privata che dista poco dai cartelli affissi: il centro sportivo Ca’ Marta. Pensate. Giovanni sbotta rabbioso, Marta replica professando il suo amore. Cosa di meglio di un classico finale a lieto fine, con Marta che torna sotto il tetto coniugale con il pubblico placet del compagno, che commosso la accoglie scrivendo.
Torna a Ca' Marta
Amici di Ca’ Marta, se non siete voi i promotori della campagna, affrettatevi ad appropriarvene.