giovedì 17 gennaio 2013

Se rinascerei



Avevo già parlato, in un post passato, di svariati errori linguistici macroscopici, violenze brute alla lingua italiana sancite addirittura, spesso, in tatuaggi con intollerabili quanto sbellicanti sgorbi grammaticali. Ma questo merita addirittura un post solitario, anche considerate le dimensioni dell'intervento tatuatorio. 
"SE RINASCEREI IN UN ALTRA VITA VORREI INCONTRARTI ANCORA..."
"Se rinascerei", nel campo degli orrori verbali, è già di per sé un colpo da maestro (o forse il maestro avrebbe dovuto dare un colpo, molto forte, al tatuatore alle elementari). Anche l'assenza dell'apostrofo prima di "vita" merita una segnalazione...

Per chi si fosse perso la prima puntata, ecco qui il post "Non si dice"

martedì 8 gennaio 2013

La boutique del Punto G


Sorpresa e sorrisi, sabato scorso, durante una visita lampo alla gaudente località di Porretta Terme, in provincia di Bologna. Nel bel mezzo del corso principale - costellato di negozi luccicosi e passeggio defatigante post natalizio - ecco spuntare una visione bizzarra. Molto bizzarra. 

Ora, l'idea di marketing di chiamare il proprio negozio di abbigliamento Punto G è quantomeno originale: richiama forse l'eccitazione tutta femminile di fare shopping? L'orgasmo di trovare il capo giusto? O l'intento è magari attrarre mariti, compagni, fidanzati, in genere recalcitranti di fronte all'infinito stazionare delle donne davanti alle vetrine e ancor più riluttanti ad entrare per ore in negozi super riscaldati stipati di commesse appiccicose? 

Siccome siamo anche in tempo di saldi, non mi rimane che consigliare a tutti una visita al Punto G.

lunedì 20 agosto 2012

Good Bye, Caselli!


Luca Caselli
Luca Caselli già sul viale del tramonto? Alcuni indizi farebbero pensare di sì. L’uomo (nero) della svolta – che, dopo essere stato giovanissimo segretario locale del Msi, per un pugno di voti nel 2009 conquistò la poltrona di primo cittadino della rossa Sassuolo – sta attraversando un periodo di forte difficoltà e di incertezze.

Come vinse? Abile lui, certamente, e molto compatta la squadra che lo sostenne. Tuttavia:
- il centro sinistra, al solito litigioso, fece harakiri, ancora più del solito. Basti pensare che i due ex segretari di Margherita e Ds, genitori del Pd che sosteneva Graziano Pattuzzi, si candidarono sindaci contro lo stesso Pattuzzi.
- il berlusconismo era all’apice: consenso massimo a livello nazionale.
- la Lega bossiana cavalcò indegnamente, ma con efficacia, il sentimento anti immigrati.
- la crisi economica aveva iniziato a mordere davvero, e la reazione del cittadino medio fu paura e voglia di cambiamento.
- al ballottaggio Pattuzzi arrivò stanco e scarico e molti suoi sostenitori (inclusi i membri dello staff) sottovalutarono i rischi tremendi del secondo turno.

Caselli con il discusso ex assessore Vincenzi
E ora? Dopo tre scialbi anni di amministrazione, Caselli decide polemicamente di uscire dal Pdl, partito al quale aveva entusiasticamente aderito arrivando a voltare le spalle persino a Fini, sua icona giovanile. La Lega si sbriciola, prima a livello locale poi nazionale. Il centro destra è ai minimi storici. Il Pd regge e Grillo lievita. Il panorama politico è drasticamente cambiato e Caselli rischia grosso. Alcuni profetizzano che in caso di ricandidatura potrebbe persino non arrivare al ballottaggio, schiacciato da un centro sinistra unito dalla cieca e ferma volontà di riprendersi la città e dal grillismo esuberante che mira a fare lo sgambetto al centro destra come a Parma (per poi giocarsi tutto al ballottaggio, sperando nel replay di un candidato vecchio e bolso del Pd).

Ma Caselli è scaltro. Dopo aver stretto l’occhio ai rottamatori di Renzi per accreditarsi rottamatore di destra, furbamente ha iniziato a utilizzare argomenti populisti anti casta, alla Grillo. Infine, di recente, ha lasciato il Pdl che affonda scommettendo sul disastro elettorale di Berlusconi a livello nazionale nel 2013 e su un nuovo partito di destra che nascerebbe dalle ceneri della sconfitta giusto in tempo per il 2014 (quando si vota a Sassuolo). Se ciò non avvenisse, difficilmente il Pdl – di cui già Caselli era esponente di minoranza – perdonerà lo strappo e lo sosterrà. E una lista civica di destra, senza partiti e senza Lega, farebbe fatica a decollare. Quindi Caselli punta tutto sulle disgrazie del Cavaliere, altro leader da lui abiurato (l'attuale sindaco ha rinnegato persino il suo padre politico locale, Enrico Aimi) e se le condizioni non saranno propizie potrebbe persino non ricandidarsi. 

Caselli sa di non aver governato abbastanza bene né di essere sufficientemente popolare per contare su un effetto Tosi a Verona, sa di non avere alle spalle un dream team (anzi…), sa che una sconfitta brusca cancellerebbe gli effetti benefici dell’exploit del 2009. E in politica chi perde, spesso, sparisce. Un bel dilemma. Per mettere le mani avanti, Caselli ha già annunciato che “se fra due anni non ci saranno le condizioni io tornerò a fare l'avvocato e a dedicare più tempo alla mia famiglia”. 

Bravo a conquistare la poltrona, ma anche a congedarsi. Good Bye, Caselli!

Parolaccia

Cammino nell'assolato torpore della Modena d'agosto (le ferie arriveranno più avanti, si spera), lievemente malinconico e persistemente malaticcio, quand'ecco apparire la scritta appagante e rinfrancante. Proprio nella via parallela a casa, un incazzoso graffittaro ha esploso la sua rabbia, il suo vaffa urlato al mondo, come neanche Grillo. Usa la forza della lingua inglese, più immediata e diretta. Ma... ma... ma... 


La U diventa magicamente A, proprio così come si pronuncia... e il mio umore si risolleva. Ah, per chi è già in ufficio, buon rientro, e chi mal sopporta la visione dei colleghi - personificazione atroce quanto incolpevole del ritorno alla normalità - condivida pure la foto della balorda scritta.

domenica 24 giugno 2012

Non si dice


Strafalcioni leghisti (spero sia un fotomontaggio)
Mi divertono follemente gli errori grammaticali, gli strafalcioni scritti e orali. In genere, quando li sento in diretta, fatico dannatamente a trattanere una smorfia sorridente, un ghigno beffardo, una piccola convulsione. Per educazione, cerco sempre di controllarmi. Mi trattengo. Ma a stento. Poi però me li ricordo, li annoto, li analizzo. 

La lingua italiana maltrattata e storpiata, abusata e umiliata. Ma anche il latino e l'inglese,  utilizzati in modo sciagurato, indistintamente, sia da manager rampanti in giacca e cravatta sia da volenterose persone di strada che s'avventurano su terreni linguistici impervi.

Due geni, tatuato e tatuatore

Panico negli studi legali
Per non disperdere questo immenso patrimonio di obbrobri - che a mio avviso suggerirebbero, assolutamente, maggiore severità da parte degli insegnanti nei confronti degli studenti delle elementari, ma anche delle medie, delle superiori e dell'università - ho utilizzato il mio account Twitter elencandoli tutti con l’ashtag #nonsidice. 

Siccome da febbraio (quando ho lanciato il primo twit della serie) ad oggi se ne sono accumulati diversi, li vorrei elencare qui di seguito in rapida successione. Non sono tutti, ho fatto una sommaria cernita dei peggiori:

- touch cream
 
- la posta elettrica

 
- non problem

 
- patner (questo lo dico anche io, perché quando ho fretta mi mangio la r)


La grammatica padana
- bad and breakfast
 
- bread and beckfast
 
- area curtiliva

 
- frontespazio

 
- sgombro (se non stai parlando di un pesce ma di uno sgombero)

 
- disegniare 
 
- ippovedente (sarà forse un ippopotamo con gli occhiali?)

 
- a doc (assenti alla lezione di latino?)
 
- in mignatura 
 
- pensavo che leggevi 
 
- sta sera 

 
- più meglio 

 
- d'intorni 

 
- si sivola (molto bolognese).


Ce ne sarebbero molti altri, ancora non codificati, come dimostrano anche le foto. Non perdetevi i prossimi strafalcioni marchiati con l’ashtag #nonsidice su Twitter. Siccome ci tengo al blog, inserirò anche nei commenti le nuove perle che scoverò.