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venerdì 18 maggio 2012

Non posso fare almeno di te


Carissimi innamorati, occhio alla grammatica. Impazzano nei social media fotografie di graffiti urbani zeppi di strafalcioni e orrendi abusi della lingua italiana, martoriata e offesa in ogni modo. 

Chissà se le Giuliette d’Italia siano o meno sensibili alle nefandezze linguistiche degli sciagurati Romei? Se io fossi la destinataria di una scritta su un muro (già di per sé non particolarmente civile né sobria, come forma di comunicazione), peraltro contenente un errore topico, beh, caro il mio Romeo, bye bye. Ma forse è perché sono del mestiere e ci tengo alla forma linguistica abbinata a sostanza contenutistica. Non solo in amore. 

Su Facebook, comunque, esiste un esilarante pagina intitolata L'incerta sintassi delle scritte sui muri da parte di infelici Romeo, che consiglio vivamente e che raccoglie una galleria imperdibile. 

Quali sono gli errori più comuni? Primo assoluto l’uso sconsiderato dell’acca: “Ti o tanto amato”, “O bisogno di te”, “Principessa torna ha volare con me”.


Poi i verbi, dannati verbi. I congiuntivi, i condizionali, la misteriosa e ardita concordanza dei tempi che addirittura rimanda (aprendo uno squarcio d’orrore al solo pensiero) alla consecution temporum della lingua latina. Giammai. Meglio l’indicativo presente per evitare spericolati tentativi che sconfinano nello spasso. Esempi?  “Se tu non ci fossi, la mia vita non esistesse”. “Rimanerai sempre nel mio cuore”. “Non voglio che i nostri destini si perdino nell’infinito… e tu?”.


Ci sono altre tre tipologie interessanti. 

Uno, l’apostrofo messo a casaccio. “Buon S’Anvalentino, ti amo”. 

Due, gli errori di costruzione della frase: “Jessica sei l’unica ragazza che non ho mai avuto paura di dirti ti amo”. 

Tre, i “combo” – errore grammaticale più errore di concetto – del tipo: “L’allontananza ha fatto rafforzare la tua assenza”.

Poi c’è l’apoteosi dell’assurdo. Per me il premio va a: “Non posso fare almeno di te”. Commovente, quasi poesia. 


E se Giulietta, donna sposata ma ormai trascurata da un distratto Romeo, si sentisse sola e disperata? Non c’è problema. Esistono scritte - ed errori - per ogni esigenza e palato. 

“Tuo marito ti trascura all’etto? Chiamami”.


1 commento:

  1. La mia compagna mi trascura al Kg...hai un numero anche per me? ��

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