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martedì 20 marzo 2012

E’ tempo di cambiarli

Detesto, comunicativamente parlando:
- i fotomontaggi,
- chi parla male dell’avversario e non bene di se stesso,
- l’utilizzo di immagini di bambini.

Cosa potrò mai pensare allora di una campagna politica così strutturata? Surprise! Ne penso bene! Mi piace. Perché in certi casi, mi rendo conto, occorre anche attaccare. E Roberto Formigoni mi pare oggettivamente indifendibile: mi riferisco ai molteplici scandali giudiziari che lo hanno lambito, al fatto che sia stato sostenuto da liste che hanno raccolto firme in modo quantomeno controverso e, non bastasse, che con ostinazione resta ancorato alla sua poltrona dal 1995.

Capito? 1995. Un millennio fa. Roba da non crederci. Sta svolgendo il quarto mandato. Quarto? Ma si può, in un Paese normale, rimanere presidente di una Regione per 20 anni? Sì, perché il quarto mandato dell’onorevole Formigoni scadrà nel 2015. La risposta, al di là del merito dell’azione amministrativa e dell’esito delle inchieste dei magistrati, è per me ovvia. Neanche per sogno! Aggravante del caso: Formigoni è ormai impresentabile e grottesco. Ultimo esempio: il “pirla” affibbiato a un consigliere regionale di opposizione giusto oggi pomeriggio.

Quindi ci sta tutto il manifesto del Pd. E’ decisamente tempo di cambiarlo. Trovo azzeccato anche il claim finale “Per tornare a crescere” che gioca nuovamente sul tema dell’infanzia, del tempo trascorso e di un territorio immobilizzato da un potere sedimentato, melmoso e patronale.

Vasco Errani
Viva viva il Pd? Beh insomma. Il signor Vasco Errani, che considero politicamente migliore e vicino alle mie posizioni, se ne sta sullo scranno più alto della Regione Emilia-Romagna dal 1999. Avverto il Pd, oltretutto, che Lombardia e Emilia-Romagna confinano. Quindi una campagna contro Formigoni con argomenti utilizzabili pure contro Errani non mi pare una genialata. Tra l’altro, senza nemmeno approfondire le recenti accuse a Errani, esprimo una mia valutazione politica: che fosse tempo, non nel prossimo mandato ma già nel 2010, al di là di contorte interpretazioni legislative, di cambiare pure lui?

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